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Le indicazioni del direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera durante il convegno sul tema "L’integrazione con l’anagrafe tributaria delle banche dati in materia economico-finanziaria", organizzato in Parlamento

Il nuovo strumento sarà operativo a partire dalle dichiarazioni 2009 presentate nel 2010: “Stiamo ancora ragionando sul modello, vogliamo fare una cosa che non possa essere soggetta a critiche, tecnicamente inattaccabile e quindi di sicuro successo nel recupero dell’evasione fiscale”, ma non ci sarà alcun ritardo sulla tabella di marcia, ha spiegato ieri il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera durante il convegno sull’integrazione con l’anagrafe tributaria delle banche dati in materia economico-finanziaria.

Il nuovo redditometro si baserà sull’analisi di campioni significativi di contribuenti, differenziati per nucleo familiare e per area territoriale, al fine di costruire “le modalità di apprezzamento tra il reddito e le voci indicative di capacità di spesa, sia come singolo contribuente che come famiglia”.

Durante il convegno il Direttore ha ricordato che contro l’evasione fiscale serve “l’aiuto di tutti i cittadini, un passo verso la correttezza, un cambio culturale” e in questo senso ha sottolineato l’importanza del contributo dei Comuni, finora quantificabile in “11.000 segnalazioni e 19 milioni di euro accertati”.

Proprio per consentire agli enti locali di avere a disposizione gli strumenti per individuare “coloro che hanno un alto tenore di vita, ma che non partecipano alla spesa pubblica in misura proporzionata”, secondo Maurizio Leo, presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria, “è necessario realizzare una banca dati unica per la pubblica amministrazione, che raccolga tutti i dati fiscalmente rilevanti”.

A breve saranno convocate categorie e professionisti per la presentazione del nuovo strumento.

17-11-2010