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Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 febbraio scorso il decreto ministeriale che consente di pagare, le somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi accessori mediante la compensazione di crediti della stessa natura.

L’art. 31, comma 1, del D.L. n. 78/2010, convertito dalla legge n. 122/2010, contiene due disposizioni che interessano le compensazioni di crediti fiscali.

La prima prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2011, la compensazione dei crediti d’imposta è vietata fino a concorrenza dell'importo dei debiti, di ammontare superiore a 1.500 euroiscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, e per i quali è scaduto il termine di pagamento.

In caso di inosservanza di questo divieto è prevista la sanzione del 50% dell’importo dei debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori e per i quali è scaduto il termine di pagamento fino a concorrenza dell’ammontare indebitamente compensato (la sanzione, comunque, non può essere applicata fino al momento in cui sull’iscrizione a ruolo penda contestazione giudiziale o amministrativa e non può essere comunque superiore al 50% di quanto indebitamente compensato). Il comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate del 14 gennaio ha tuttavia precisato che per la piena operatività della sanzione era necessario attendere l’apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze concernente le modalità di compensazione delle somme iscritte a ruolo.

La seconda previsione prevede la possibilità di pagamentoanche parziale, delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi accessori mediante la compensazione dei crediti “relativi alle stesse imposte” (da intendersi, della stessa “natura”, cioè erariali).

Dal combinato disposto di queste norme emerge, dunque, che - in caso di debiti iscritti a ruolo per imposte erariali per un ammontare superiore alla predetta soglia - il contribuente che intenda compensare i crediti fiscali dovrà prima compensarecon tali crediti, i debiti iscritti a ruolo.

Le modalità per la compensazione dei crediti erariali con i debiti iscritti a ruolo sono previste dal decreto del Ministero dell'Economia e delle finanze 10 febbraio 2011, pubblicato nella G.U. n. 40 del 18 febbraio 2011, in vigore dal 19 febbraio ed “operativo”, quindi, dal prossimo mese di marzo.

Il decreto stabilisce che la compensazione dei debiti iscritti a ruolo per imposte erariali con crediti relativi alle medesime imposte, avviene attraverso il sistema del versamento unificato, vale a dire mediante la presentazione del modello F24 che, per i titolari di partita IVA, è effettuata obbligatoriamente con modalità telematiche (art. 37, comma 49, D.L. n. 223/2006, convertito dalla legge n. 248/2006).

La compensazione dei debiti iscritti a ruolo per imposte erariali con crediti fiscali riguarda anche gli oneri accessori relativi alle imposte erariali iscritte a ruolo (sanzioni, interessi), ivi compresi gli aggi e le spese a favore dell’agente della riscossione, come ad esempio quelle di notifica (vedi art. 1, comma 2, del decreto).

Inoltre, lo stesso comma 2 precisa che la compensazione dei crediti può avvenire anche con le imposte erariali “la cui riscossione è affidata all’agente della riscossione” secondo le disposizioni previste dall’art. 29 del D.L. n. 78/2010 (convertito dalla legge n. 122/2010).

Si tratta della norma in base alla quale, a partire dal 1° luglio 2011, le imposte e sanzioni accertate, risultati dall’avviso di accertamento (c.d. “esecutivo”) e di irrogazione delle sanzioni, possono essere riscosse immediatamente senza previa iscrizione a ruolo. Tali atti, infatti, divengono esecutivi decorsi 60 giorni dalla notifica; ove il pagamento non avvenga entro i successivi 30 giorni, “la riscossione delle somme richieste, in deroga alle disposizioni in materia di iscrizione a ruolo, è affidata in carico agli agenti della riscossione anche ai fini dell'esecuzione forzata”.

Per effetto del decreto in esame, anche tali somme possono essere pagate, integralmente o parzialmente, mediante compensazione con i crediti fiscali.

La nota del Dipartimento delle Finanze dell’11 febbraio ha chiarito che nell’ambito delle imposta “erariali” compensabili rientrano anche l’IRAP e le addizionali all’IRPEF.

L’art. 6 del provvedimento precisa che per la compensazione dei crediti IVA restano fermi tutti i vincoli introdotti con l’art. 10 del D.L. n. 78/2010; pertanto, se il credito utilizzato in compensazione è superiore a 10.000 euro, la compensazione stessa è ammessa solo dopo la presentazione della dichiarazione annuale e se il credito da compensare supera i 15.000 euro è necessario che la dichiarazione rechi la sottoscrizione dell’Organo di controllo o l’apposizione del visto di conformità.

Per l’applicazione della compensazione prevista dal decreto il contribuente deve utilizzare nel modello F24 gliappositi codici tributo che saranno approvati dall’Agenzia delle Entrate.

21-02-2011