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Il Project Financing nello decreto sblocca Italia

Nuove risorse per 3,9 miliardi di euro e previste procedure speciali. Così parte il decreto “Sblocca-Italia”. Obiettivo del decreto è utilizzare cantieri ed edilizia per dare una spinta rapida all’economia.

Di Mirella Astarita.

Il decreto elenca tassativamente le opere da eseguire, e stabilisce anche della date massime entro le quali finire i lavori (art.3), se i tempi non dovessero essere rispettati, i fondi verranno revocati. I 3,9 miliardi stanziati hanno destinazioni ben precise. Per quattro opere (passante ferroviario di Torino, schema idrico Basento-Bradano, A4 Venezia-Trieste, soppressione passaggi a livello sulla Bologna-Lecce, metropolitana C di Roma), i lavori dovranno partire entro il 31 dicembre 2014; per altri due gruppi si fissano le date massime del 30 giugno e 31 agosto dell’anno prossimo.

I tempi,quindi, sono ristretti. A breve saranno pubblicati i bandi di gara e si potranno far partire i contratti, e le opere. Ma i “pagamenti” sono stati dilatati durante gli anni. Solo 455 milioni (il 12% del totale) sono spendibili nei primi tre anni, 2014-2016, mentre il restante 88%, 3.435 milioni, è spendibile dal 2017 al 2020. Il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi rassicura anche i più scettici affermando che “è del tutto normale che le infrastrutture facciano poca cassa i primi anni, ma i cantieri devono essere aperti tutti entro il 31 agosto prossimo, e le risorse per portarli avanti ci sono”. Questi dati, però, così visti, allontanerebbero l’idea di “gonfiare il Pil”, almeno in questi primi anni. Così il Decreto Salva Italia si presenta come un giubbotto di salvataggio che tende a “tener a galla”, e non ad avvicinare verso la riva.

L’articolo 3 rimanda ai decreti esterni Lupi-Padoan il compito di assegnare le risorse, ma la relazione tecnica del governo già indica le cifre. Alle 29 opere citate andrebbero dunque 2.950 milioni, con i restanti 900 a quattro piani di piccoli interventi: 300 alle manutenzioni Anas, 500 ai piccoli Comuni (lettera di Renzi e 6mila Campanili) e 100 milioni ai Provveditorati. Tra le righe del decreto troviamo anche lavori per le tratte ad alta capacità ferroviaria di Terzo Valico (200 milioni), Brennero (270), Verona-Padova (90), la Colosseo-Venezia del metrò C di Roma (155), il Quadrilatero Marche-Umbria (120), la variante Tremezzina sulla Ss 340 Regina (210), la ferrovia Lucca-Pistoia (215), la tramvia di Firenze (100), due tratte della Salerno-Reggio Calabria per 419 milioni. Dieci tratte che dovrebbe rifinire i collegamenti su tutto lo Stivale.

Il decreto all’art.1 prevede anche la nomina di Michele Elia, commissario straordinario per accelerare le due tratte ferroviarie Napoli-Bari (già finanziata per 2,9 miliardi) e Messina-Catania-Palermo (2,4 miliardi disponibili). Il decreto fissa il 31 ottobre 2015 come obiettivo per far partire i primi cantieri. Il decreto quindi, si propone anche di mettere a disposizione i soldi stanziati per ultimare delle opere già iniziate.

Oltre le linee ferroviarie, il decreto si preoccupa anche della viabilità delle autostrade. L’articolo 2 detta norme di fatto pensate per l’autostrada Orte-Mestre in project financing (tecnica di finanziamento a lungo termine) affinché si possano superare i rilievi della Corte dei Conti e riapprovare la delibera Cipe del novembre 2013 che consente di avviare il bando con la defiscalizzazione. I tempi dei cantieri, nonostante le previsioni del decreto, si delineano incerti e molto lunghi.

L’articolo 11 sottolinea che il credito d’imposta Ires e Irap sarà allargato ed il Cipe potrà assegnare, per spingere le infrastrutture in project financing, da un minimo di valore dell’opera di 200 milioni di euro a soli 50 milioni.

Decisa anche la sorte dei project bond (obbligazioni legate ad un progetto), per cui ci saranno degli sconti fiscali per le obbligazioni di progetto dei Ppp (impatto sul mercato), che erano stati previsti dal Governo-Monti ma poi non furono più utilizzati. Adesso è stata elisa la scadenza fissata entro il 30 giugno 2015, prevedendo anche la fase post-costruzione, estendendo così anche il privilegio anche sul ri-finanziamento.

L’articolo 5 afferma anche la possibilità di “rimischiare le carte” per rinegoziare le concessioni (entro il 31 agosto 2015), previa intesa con la Commissione europea, con l’allungamento della concessione in cambio di nuove opere oppure la certezza che si realizzino quelle già previste.

Oltre questi primi 3,9 miliardi il governo prevede anche lo sblocco di opere per 10 miliardi di euro, in 10 anni e partendo dalla fine del 2015.

Il decreto “Sblocca-Italia” sulla carta sembra essere impeccabile, nessun punto sembra esser stato trascurato, e delinea una ricostruzione dello Stivale da Sud a Nord, permettendo maggiori collegamenti e più entrate per le società che saranno incaricate del progetto; ora bisognerà far i conti con la realtà, e vedere quanto, in concreto, questo decreto riuscirà ad essere eseguito. Le gare d’appalto partiranno tra poco e designeranno i “pochi fortunati”, dopo di ciò sarà una corsa contro il tempo per finire la ricostruzione, e “trovare” la cassa per i pagamenti.

19-09-2014