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Incostituzionalità della disciplina sulla notifica della cartella di pagamento

È incostituzionale l’art. 26 del D.P.R. n. 602/1973 ove prevede che la notifica della cartella per ogni tipologia di irreperibilità, debba avvenire nelle forme di cui all’art. 60, c. 1, lett. e) del 600/1973.

La Consulta, con la sentenza n. 258 del 22 novembre 2012, ha dichiarato incostituzionale l’articolo 26 del D.P.R. n. 602/1973 nella parte in cui prevede che, anche nel caso della cosiddetta irreperibilità temporanea del destinatario, la notifica della cartella di pagamento è eseguita mediante la procedura prevista per l’ipotesi di irreperibilità assoluta, ovvero mediante il solo deposito dell’atto presso il comune e l’affissione dell’avviso all’albo comunale.

La questione affrontata dalla Consulta, sotto il profilo normativo, è piuttosto complessa, atteso che, con una discutibile scelta di drafting legislativo, le disposizioni sulla notificazione delle cartelle di pagamento rinviano in parte a quelle sulla notifica degli avvisi di accertamento ed in altra parte alle disposizioni del codice di procedura civile.

In particolare, l’articolo 140 del codice di procedura civile si occupa dei casi in cui non è possibile eseguire la consegna per irreperibilità del destinatario o per incapacità o rifiuto delle persone legittimate a ricevere l’atto: si tratta, cioè, di quelle ipotesi sia di “irreperibilità assoluta”, che si verificano quando non vi è nel comune l’abitazione, l’ufficio o l’azienda del contribuente, perché magari questi non ne ha dichiarato la variazione, sia di “irreperibilità relativa” o “temporanea”, che si realizzano quando il destinatario dell’atto è soltanto momentaneamente assente perché magari si trova al lavoro o al di fuori dall’abitazione per altri motivi.

Ebbene, l’articolo 26, comma 3, del D.P.R. n. 602/1973 dispone che in questi casi, ovvero di qualsivoglia tipo di irreperibilità, per la notificazione delle cartelle di pagamento si applicano le disposizioni dell’articolo 60 del D.P.R. n. 600/1973, relative, appunto, alla notifica degli avvisi di accertamento.

Per quel che qui rileva, il comma 1, lettera e), di tale articolo stabilisce che nei casi di irreperibilità assoluta, l’avviso del deposito prescritto dall’art. 140 del codice di procedura civile, in busta chiusa e sigillata, si affigge nell’albo del comune e la notificazione, ai fini della decorrenza del termine per ricorrere, si ha per eseguita nell’ottavo giorno successivo a quello di affissione. L’articolo 26, comma 3, sopra citato, però, prevede che, per la cartella di pagamento, la notificazione si ha per eseguita il giorno successivo a quello di affissione.

Dal combinato disposto degli articoli 26, comma 3, del D.P.R. n. 602/1973 e 60, comma 1, lettera e), del D.P.R. n. 600/1973 discende, pertanto, che, in caso di irreperibilità temporanea del destinatario della notifica della cartella di pagamento, si applica la stessa procedura prevista nell’ipotesi di irreperibilità assoluta, ovvero il deposito dell’atto presso la casa comunale e l’affissione dell’avviso di deposito all’albo comunale, con perfezionamento della notifica il giorno successivo a tale affissione.

Mentre, per la notificazione degli avvisi di accertamento nel medesimo caso di destinatario temporaneamente assente, ai sensi dell’articolo 60 del D.P.R. n. 600/1973 e dell’articolo 140 del codice di procedura civile, l’agente notificatore deposita la copia nella casa comunale ed affigge avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario, e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento.

La Corte Costituzionale ha osservato che, in caso di irreperibilità relativa, trovano così applicazione procedure di notifica differenti a seconda che l’atto da consegnare sia una cartella di pagamento o un avviso di accertamento: in quest’ultima ipotesi, l’avvenuto deposito nella casa comunale viene comunicato al destinatario sia con affissione dell’avviso alla porta dell’abitazione, azienda o ufficio, sia con l’invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno e, quindi, sostanzialmente con una procedura improntata al criterio di conoscenza effettiva dell’atto; nel primo caso relativo alla notifica della cartella di pagamento, invece, la temporanea irreperibilità del destinatario consente all’agente notificatore di depositare l’atto presso la casa comunale e di affiggere l’avviso all’albo del comune, senza dover nulla comunicare al destinatario (tramite affissione presso la sua abitazione e con raccomandata), avvalendosi, quindi, di una procedura informata al principio di conoscenza legale dell’atto.

La Consulta ha stabilito che si tratta di una “evidente diversità della disciplina di una medesima situazione”, quella, appunto, di irreperibilità relativa del destinatario della notificazione, non giustificata da alcuna “ragionevole ratio” e che, pertanto, costituisce una violazione dell’articolo 3 della Costituzione (principio di uguaglianza).

Il Giudice delle legge, quindi, ha dichiarato l’incostitu-zionalità dell’articolo 26, comma 3, del D.P.R. n. 602/1973 nella parte in cui prevede per tutte le ipotesi di irreperibilità (ex articolo 140 del codice di procedura civile) l’adozione della procedura notificatoria prevista per l’irreperibilità assoluta. La Consulta ha stabilito, quindi, che il predetto articolo 26, comma 3, deve essere limitato alle ipotesi di notifica delle cartelle di pagamento a destinatari assolutamente irreperibili, escludendo, pertanto, i casi di irreperibilità temporanea.

Con tale pronuncia viene così allineata la disciplina della notifica della cartella di pagamento a quella della notificazione dell’avviso di accertamento in caso di irreperibilità temporanea del destinatario, per cui l’agente notificatore, dopo aver depositato l’atto nella casa comunale, è tenuto ad affiggere l’avviso presso l’abitazione o l’ufficio del destinatario ed a darne a questi comunicazione mediante raccomandata con avviso di ricevimento.

Nel caso di irreperibilità assoluta, invece, è sufficiente il deposito presso il comune e l’affissione dell’avviso all’albo comunale, e la notificazione si ha per eseguita l’ottavo giorno successivo se si tratta di avviso di accertamento, ovvero il giorno immediatamente successivo per la cartella di pagamento.

Mette conto di ricordare, infine, che la sentenza della Consulta trova applicazione in tutti i procedimenti pendenti in cui il contribuente abbia sollevato il vizio di notifica, con il limite dei rapporti giuridici esauriti.

17-12-2012