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Orte-Mestre bocciata dalla Corte dei Conti, perplessità sul Project Financing

La Corte dei Conti boccia la costruzione del nuovo collegamento autostradale Orte-Mestre. 

La Corte dei Conti motiva la sua decisione con le forti perplessità circa l’adozione del project financing, ritenuto eccessivamente favorevole al capitale privato, e i problemi che ciò potrebbe creare nell’ottica programmatoria propria dell’istituzione.
«In buona sostanza la delibera del Cipe può considerarsi carta straccia», è il commento di Cat, il Comitato ambiente e territorio schierato contro l’opera «noi accogliamo con soddisfazione la battuta d’arresto di un’opera mastodontica , dannosa e priva di significato, un’autostrada che avrebbe sventrato l’Italia distruggendo la Riviera del Brenta e spianando la strada a Veneto City. Oltretutto il progetto non prevedeva alcun provvedimento specifico per la riqualificazione della statale Romea, anzi ostacolava di fatto la risoluzione del problema inderogabile della messa in sicurezza di una delle strade più pericolose d’Italia». Il comitato rincara la dose osservando che «La Orte- Mestre sarebbe stata realizzata in finanza di progetto, formula tanto cara al duo Galan-Chisso arrestati per le note vicende giudiziarie del Mose. Di fatto avremmo assistito alla privatizzazione di una strada pubblica con costi a carico dei cittadini utenti e ricavi a favore dei soliti noti. Il progetto dell’autostrada ha un costo di 9,2 miliardi dei quali 1,8 di contributo statale a fondo perduto, inserita in legge obiettivo nel 2001, dichiarata di pubblico interesse nel 2003, con progetto preliminare approvato nel 2010 dal ministro Altero Matteoli ha ricevuto l’ok finale nel novembre dello scorso anno». La crisi economica aveva congelato l’iter, ma il governo Letta l’aveva resusciato: «Per fortuna», conclude con soddisfazione Cat «il diavolo fa le pentole ma non i coperchi».

06-08-2014